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Maria Grazia di
Biase, vive a Pescara, sua città natale.
Poetessa e pittrice, in cui l’eplorazione della parola e dell’immagine segna un cammino parallelo. Predilige la figurazione femminile e il paesaggio.
Poetessa, ha pubblicato una raccolta di liriche “Per i Sentieri della mia
anima”
con presentazione del dott. Mario Falcucci.
Per la pittura ha frequentato lo studio d’arte del prof. G. del Bono, attualmente è allieva del prof. Gianni
Massacesi.
Ho iniziato a dipingere tardi anche se da bambina ho pasticciato sempre con i colori. Mai ho pensato di approfondire questa mia attitudine, avendo in seguito frequentato l’Istituto Magistrale e poi intrapreso gli studi giuridici, mai portati a termine, senza pentimento.
Mi sono ritrovata a frequentare lo studio del prof. Del Bono, grazie al una carissima amica, dott. Adriana Brunetti. All’inizio, non posso nasconderlo, ero molto impacciata e per nulla convinta di continuare. Il caso poi ha voluto che proprio io , che pensavo di lasciare, continuassi, diversamente da altri iscritti.
Ora dipingere ,per me, è importante come respirare, mangiare; è vitale come il calore del sole .
Non mi preoccupo minimamente di seguire questo o quella corrente, anche perché non posso dire di conoscerle a fondo.
Dipingo quello che sento, quello che mi viene in mente, quello che mi fa piacere dipingere accantonando sempre la ragione.
Ritengo l’arte, in ogni sua forma –come afferma Clarissa Pinkola Estess-“un profondo atto di meditazione”, un tuffo nel proprio intimo, un vero e totale abbandono del contingente, infatti quando dipingo si ferma il tempo, tutto si annulla, anche il dolore.
Spesso dopo aver terminato un quadro mi soffermo a guardarlo e mi viene da sorridere, perplessa, come se qualcun altro, e non io, lo avesse realizzato ed è come se il quadro vivesse una sua propria autonoma identità.
Per questo sarò sempre grata ad Adriana che è stata lo strumento, il mezzo, affinché io trovassi quella parte di me tenuta per troppo tempo in soffitta: il mio sentiero con un cuore. E ringrazio anche i miei figli Francesca e Federico per i loro straordinari consigli e per la pazienza e la comprensione che sempre hanno per le mie numerose “fughe pittoriche”.
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