La Foto 

Una foto ti porta lontano 
in un mondo quasi irreale 
Di ombre e di statue
immobili e stanche,
più i colori non sono 
più le grida non senti 
è un paesaggio di muffa ingiallita
dentro ad un comò indolenzito 
stanco ed imbrattato.
Da lontano una bambola grida,
una lacrima le bagna il sorriso,
è reale…..?
Dalla muffa ingiallita
sofferente ti chiama 
dai ricordi che ti stanno sfuggendo,
che fai la prendi per mano?
Ancora la culli?
Lo vorresti di cuore,
ma le mani ti hanno legata
i passi ti hanno bloccata
più non puoi raccontarle le fiabe
e la bambola più di gesso non vive
dal comò deve uscire 
dalla madre lei deve morire.
 
Un Fulmine

Voglio un fulmine nel cielo
squarciarsi nel sereno 
che rimanga per illuminare il 
sentiero.

Voglio il sogno di anni
uscire dagli affanni….
e a colei mi rivolgo 
che sa dare ed ascoltare.
Colei che nei miei sogni appare
ma nel giorno poi scompare
a lei che non conosce la notte
a lei che ha toccato la morte.

SACRIFICIO

La mia stagione si è perduta nel tempo 
e la notte spazzata via dal vento 
un vento che di dune ha coperto il deserto 
e il sole rubate le ombre
la mia stagione più non ritrovo
il mio colore l’ho lasciato al sole
e l’estate è andata, l’inverno passato
cedendo il passo ad un sacro profumo
che più non conosco
il profumo del mare
e il dolce sapore di Natale
un ricordo passato di foglie cadute
di mandorli in fiori
la mia stagione io cerco
ma nel sacrificio io resto
il sacro di un tempo rivoglio
ma nel sacrificio ritorno.